Dario Loison surround you

DARIO LOISON

“PER AVERE IDEE USCITE DI CASA”

Dario Loison ama crearsi le occasioni più che coglierle. Da quando ha preso in mano l’azienda di famiglia non ha mai smesso di inventare e innovare. Amante delle cose genuine e della qualità, ha saputo stare sempre un passo davanti gli altri, riuscendo a mettere nelle tavole di tutto il mondo il dolce italiano delle feste per eccellenza: il panettone. Prodotto che rappresenta il 75% dei prodotti venduti dalla Loison, azienda di pasticceria dal 1938. Dario ha saputo dare un’identità forte e ben riconoscibile al suo panettone, rendendo il suo prodotto un qualcosa di unico, grazie ad un mix di ingredienti ricercati, un packaging molto particolare e un’innovazione continua. Ma Dario ha tutt’altro l’aria di chi pensa di essere “arrivato”, ha ancora l’entusiasmo e la voglia di dar vita a nuovi progetti. La sua frase è: “Apritevi al mondo per avere nuove opportunità.”

Dario, già più di vent’anni fa, nel 1996, vendeva panettoni all’estero tramite il vostro sito. Le prime vendite in Svezia e Giappone. Come ha iniziato?

Ho sempre pensato che l’estero potesse essere un’enorme opportunità ed infatti metà del nostro fatturato lo facciamo proprio nei paesi stranieri, circa il 50%, e siamo presenti in 55 paesi. Ho capito che all’estero c’era un’apertura verso questo prodotto. Parlando inglese e confrontandomi con le persone che incontravo durante i miei viaggi vedevo che avevo riscontri molto positivi quando parlavo di panettoni. Ho avuto degli input che mi hanno permesso di arrivare in anticipo rispetto agli altri. Quando allora parlavo in Italia con altri imprenditori, nessuno di loro capiva l’utilizzo di internet. Mi dicevano: “Cosa? Hai detto Cabernet?”

Nel 2008 ha dato il via ad un importante progetto: Insolito Panettone. Può spiegare meglio cos’é?

Insolito Panettone, all’inizio era un blog, ora è un portale di supporto e comunicazione. E’ nato per far conoscere come inserire il panettone nei piatti di tutti i giorni, anche nel salato e non solo a Natale: sul pesce, sulla pasta, sulla carne. Si tratta di un’estrema creatività legata a un prodotto tradizionale. E’ un progetto legato a chef ed esperti del settore che consigliano ricette e creano eventi legati al panettone.

E come è nata quest’idea?

Andando in giro per il mondo mi capitava di vedere come negli altri paesi usassero mangiare il panettone diversamente da noi. All’estero non lo mangiano solo come dessert a Natale, ma anche al mattino o a mezzogiorno durante tutto l’anno. In Inghilterra  per esempio viene utilizzato per fare il pudding, in Francia per fare il French toast. Noi italiani abbiamo un gusto molto salato e abituato a sapori forti, e quindi il panettone, che ha un sapore tenue, non è molto usato in cucina. In Francia, che è il nostro primo mercato export, mangiano tutto l’anno panettoni.

Di tutte le cose che ha fatto qual è quella che più la rende orgoglioso?

Sicuramente il fatto di aver inserito un prodotto come il panettone nella categoria del luxury food. Noi ci siamo idealmente focalizzati nel posizionare il nostro prodotto in un tipo di pranzo o cena luxury. Con champagne, tartufo bianco ed ostriche, non può mancare il nostro panettone.

loison panettoni surround you
museo loison panettoni surround you
loison pasticceria surround you

In tutti questi anni si è sicuramente trovato di fronte ad importanti scelte. Quando non sapeva cosa era meglio scegliere, ha seguito più l’istinto o la ragione?

Quando ero in difficoltà ho seguito l’istinto. Quando non si trova una ragione bisogna seguire l’istinto, piuttosto che non decidere è meglio sbagliare, ma decidere. Nel ’94 sono andato a Londra e mi sono presentato alla Waitrose, una catena di supermercati inglese molto conosciuta, con una valigia e due panettoni. Avevo portato con me la mia ultima creazione,  il panettone all’amarena. Avevo preso ispirazione dal mercato americano, dove sia la Coca Cola che la Pepsi facevano un prodotto diverso da tutti, la Cherry Coke. E così ho pensato che l’Inghilterra, paese di matrice anglosassone, potesse essere un mercato ricettivo per questa novità. Dopo due mesi dal primo incontro mi hanno chiamato dicendomi che erano entusiasti di inserire il mio panettone nei loro negozi. Ed in un solo anno il panettone Loison è diventato leader di mercato. In questo caso ho interpretato il mercato e ho seguito il mio istinto.

Che consiglio darebbe a chi volesse sviluppare un’idea che ha in serbo?

Innanzitutto consiglio di confrontarsi con le giuste persone, è inutile parlare di innovazione con chi non può capire la nostra idea. Scegliere le persone e gli ambienti giusti per avere dei riscontri corretti. E bisogna essere in grado di esporre bene la propria idea, posso avere anche un’idea bellissima ma se nessuno la capisce allora c’è qualcosa che no. va. Quando ho creato il panettone alla liquirizia, non l’ho proposto in Giappone, era inutile. In Giappone non mangiano la liquirizia. Invece qualche anno dopo gli ho proposto il panettone alla rosa, che ha avuto una diffusione e un successo oltremisura.

E a un giovane che cerca lavoro?

Premetto che penso che qualsiasi giovane dovrebbe fare almeno una volta un’esperienza di vita all’estero, da solo, non con altri italiani o amici. Dovrebbe essere quasi obbligatorio, costringe ad abituarsi ad un ambiente diverso da casa propria e dalle proprie abitudini. Rende le persone ricettive, inventive e propositive. Detto questo, consiglio vivamente di imparare l’inglese! Mi capita a volte durante i colloqui  che i ragazzi non sappiano rispondere alle domande in inglese e mi dicono che però hanno preso un bel 30 all’idoneità all’università. Trovo sia ingiustificabile oggigiorno non conoscere le lingue. A volte mi inviano un cv senza neanche una lettera di presentazione, senza spiegare perché vorrebbero lavorare per noi, oppure omettono di scrivere se leggono fumetti o se fanno sport a livello agonistico. Gli hobby o qualsiasi attività ricreativa non sono dettagli da trascurare.

Per terminare, tra i paesi in cui ancora non è presente, nella tavola di che paese vorrebbe vedere il suo panettone in futuro?

Direi che se il Sultano del Brunei facesse diventare il mio panettone un must nel suo paese allora mi riterrei veramente soddisfatto!

dario loison pasticceria surround you