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Elisa Dilavanzo

“IO SEGUO SEMPRE L’ISTINTO”

Elisa Dilavanzo da bambina voleva diventare una ballerina o un’attrice. E’ diventata invece un’imprenditrice coraggiosa. Prima modella, poi presentatrice in Rai, a trent’anni si è appassionata così tanto al mondo del vino dal divenirne una protagonista e una vera innovatrice. E’ infatti riuscita ad esportare il suo Moscato Giallo in tutto il mondo. Un vino esclusivo ed unico anche grazie alla caratteristica di nascere su un territorio vulcanico. Ho incontrato Elisa nella sua cantina Maeli, dove da poco ha anche inaugurato un agriturismo con tre camere per chi voglia soggiornare nella pace dei Colli Euganei. La sua frase è: “Se siete convinti, allora sarete convincenti.”

Elisa, come hai capito che il mondo enologico sarebbe stato il tuo futuro? 

Io credo fortemente nel destino e penso che nel mio ci fosse proprio il vino. Viaggiando molto, mi capitava spesso di assaggiare champagne e vini eccelsi, e ne sono rimasta letteralmente impressionata e affascinata. Il vino di alta qualità era un mondo che mi incuriosiva e dentro di me sentivo che mi ci dovevo assolutamente inserire. Io procedo molto per sensazioni, sono estremamente intuitiva e mi rendo conto che, quando non mi fido di me stessa, sono le volte in cui sbaglio. Così mi sono iscritta a un corso AIS e sono diventata sommelier.

E poi?

Non volevo fare la sommelier, il mio obiettivo era lavorare per un’azienda. Ho fatto così degli stage in Francia, lavorando nelle vigne. Poi qui in Italia ho incontrato un albergatore che aveva rilevato una tenuta appartenente ad un’azienda vinicola simbolo dei Colli Euganei. Ho da subito avuto la sensazione che il nostro sarebbe stato un incontro fondamentale per la mia vita, ed infatti si è dimostrata la grande opportunità che me l’ha cambiata. Dopo due anni il titolare ha deciso di vendere parte dell’azienda ed io  vedevo vanificarsi il progetto in cui credevo, ossia rendere il Moscato Giallo un vino protagonista del mondo enologico. Con i fratelli Bisol, Gianluca e Desiderio, che hanno appoggiato la mia idea, abbiamo quindi fondato la Maeli. E da subito ci siamo resi conto che i nostri vini sarebbero stati apprezzati con grande clamore. La società infatti è stata creata nel 2014 e nel 2015 avevamo già ricevuto dei premi internazionali.

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Ci sono dei momenti in cui hai pensato che non ci saresti riuscita?

Non penso mai che non ce la posso fare. Quando so che quello che ho intenzione di fare è una cosa ragionevole penso solo che riuscirò a farla. L’atteggiamento di fiducia verso sé stessi è fondamentale. Ma penso che ci si debba anche circondare delle persone giuste, che riescano ad allinearsi alle tue idee e che non ti demoralizzino.

E in cui non ti sei sentita all’altezza? 

Il fatto di non appartenere a una famiglia di viticoltori mi ha fatto sentire a volte inadeguata, ma se ci si sente inadeguati penso che ci si debba preparare. La fiducia in sé stessi parte o dal carisma o dalla preparazione. Deve esserci almeno una di queste due cose perché la gente si fidi di te. Io mi sono preparata molto all’inizio, ma con il tempo ho acquistato anche molta fiducia in me stessa perché vedevo che riuscivo ad avere dei risultati.

Dopo essere divenuta sommelier hai cominciato a vendere bottiglie di vino a diverse cantine. Come hai reagito ai primi no ricevuti?

Sapevo che i no che ricevevo erano determinati da un preciso motivo, non erano personali verso di me. Li consideravo dei no fisiologici. Comunque ponendomi nel modo giusto, è stato facile vendere anche all’inizio. Sicuramente il mio percorso in tv mi ha aiutato a sapermi esprimere nel modo giusto in diverse situazioni. La difficoltà invece è stata soprattutto il fatto di non poter condividere il mio progetto con nessuno, di fare questo percorso da sola, perché anche i miei genitori ne erano scettici.

Hai un motto che senti tuo? 

In realtà non ne ho uno in particolare che preferisco, ma ho una mia filosofia, un mio credo. Io sono molto istintiva, devo andare dove vedo accendersi una lampadina. Non ho particolarmente stima per le persone poco coraggiose, che avrebbero tutti i mezzi necessari per fare grandi cose ma non ci provano.

Qual è la cosa che ti piace maggiormente del tuo lavoro?

Io considero il vino un vero link tra il territorio e il resto del mondo. Adoro il conoscere tante persone ogni giorno, persone carismatiche, che hanno visto e fatto tanto in questo settore. Ed inoltre con il vino si possono creare tante iniziative, anche di beneficenza.

Qual è il miglior consiglio che hai ricevuto finora? 

Non ne saprei scegliere uno in particolare, ma ora come ora, mi rendo conto che in passato avrei dovuto ascoltare di più quelli ricevuti da persone con più esperienza di me. Da giovani si tende ad ascoltare poco e a sottovalutare certi consigli.

E la cosa più bella che hai imparato finora? 

Mi capita di stupirmi  sempre più spesso per una frase che magari ascolto per caso da qualcuno. Tutte le persone mi insegnano qualcosa, se si ascolta si impara sempre. Vorrei scrivermi tutto quello che ascolto per non dimenticare. A volte mi succede di collegare il senso di alcune di queste frasi a delle cose che mi capitano durante la giornata.

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Hai dei progetti per il futuro? So che da poco è uscito anche un vostro libro…

Sì esatto, il libro si chiama “ Cocktail d’autore”, ed è nato per comunicare la versatilità dello spumante dolce anche nel mondo della mixology. I barman di importanti e famose locations di tutto il mondo come Gritti, Londra Palace, Café Florian, per citarne alcune, propongono la ricetta di un cocktail usando tra gli ingredienti il nostro Fior d’Arancio. Un vino che una volta era usato solo per accompagnare i dessert, ora invece è usato anche da aperitivo o in abbinamento ad appetizers salati, o addirittura può accompagnare anche l’intero pranzo. Ah un’ultima cosa! A breve prenderò la patente nautica. E sai una cosa? Se mi chiedi perché la sto facendo non saprei risponderti, ma sentivo che dovevo farlo!

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LIBRO: Cent’anni di solitudine, di Gabriel Garcia Marquez

FILM: Fino all’ultimo respiro, di Jean-Luc Godard

DRINK: Cocktail a base di Fior d’Arancio of course

DESTINAZIONE: Africa

OGGETTO: Lucchetto

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