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LORENZO VIDAL & SERENA VINCIGUERRA

“IMPARATE A GUARDARE”

Lorenzo Vidal è il capo che tutti vorremmo. E’ un sognatore e un visionario. Dopo vent’anni nella direzione marketing dell’azienda di famiglia, la storica Mavive, che ha dato luce al conosciuto Pino Silvestre e a tanti altri prodotti di profumeria, ha deciso di fondare la sua Venice Olfactory. Non una semplice azienda produttrice di profumi, ma una vera  fabbrica creativa che si è specializza nel dar vita a fragranze artistiche, ben lontane dalla profumeria commerciale. E quando racconta la sua storia si sente tutta la sua voglia di esprimere e diffondere la particolarità e la passione che c’è dietro la concezione dei suoi prodotti. Con Lorenzo c’è anche Serena, designer che accompagna Lorenzo nella creazione grafica dei nuovi profumi. Siciliana ma padovana d’adozione, Serena ha studiato all’Accademia di Brera per poi lavorare nel settore del mobile, dell’illuminazione e della fotografia.

 Lorenzo, tu e Serena come vi siete conosciuti?

Ci siamo conosciuti tramite Linkedin, io cercavo un progettista e ho deciso di contattare Serena perché la sua pagina mi è piaciuta subito. Aveva come sfondo una raccolta delle sue migliori creazioni. Essere su Linkedin ed avere una pagina curata anche graficamente può fare la differenza, significa che non si è lì per caso, ma che si ha voglia di emergere e mostrare la propria diversità. Oggigiorno un professionista non può non essere su Linkedin, con un profilo dettagliato naturalmente.

Il vostro lavoro si basa sulla creatività, ma come nascono le vostre idee?

L: Il brainstorming e lo scambio di idee con Serena e con i nostri collaboratori è la base di partenza. Un’idea può nascere dalla visione di una forma, da un concetto astratto, da un odore, ognuno di noi sa cogliere e trasformare quello che percepisce. Ho voluto fortemente che Serena lavorasse con me anche perché proviene da esperienze in settori diversi da quello del profumo, è un grosso vantaggio per me, perché essendo lei “vergine” in questo campo può esprimere una creatività ancora più libera. Background differenti offrono punti di vista che spesso non ci appartengono. Ma per noi è soprattutto fondamentale uscire dall’ufficio e guardare il mondo, ed usare tutti e cinque i sensi. Più si è preparati e più si conosce cosa c’è al di là della porta di casa, più si ha possibilità di esprimersi.

S: A volte io e Lorenzo facciamo colazione insieme, al bar, e spesso ed è un momento in cui spesso nascono nuove idee, la mattina, quando la mente è ancora fresca e lucida. Ma ci capita spesso di viaggiare, di frequentare saloni e fiere, e queste full immersion sono un’incommensurabile chance per arricchire la mente e gli occhi. Amiamo visitare anche mostre d’arte storica o contemporanea: un quadro, un oggetto, un piccolo dettaglio, possono essere una grande fonte d’ispirazione e farci dire: “Uau, potremmo utilizzare questo concetto per…”

Potete descriverci una vostra giornata tipo?

Dipende, a volte siamo presenti a fiere italiane e internazionali, a volte siamo all’estero per incontrare fornitori o in avanscoperta per nuovi progetti. A volte stiamo semplicemente in ufficio davanti il pc e al telefono. Il mondo del profumo è tutt’altro che concreto, ma è un mix di magia, sensazioni, estetica e sensibilità e conoscenza. Il nostro lavoro è quindi molto vario.

Serena Vinciguerra Surround you veniceolfactory

Lorenzo, cosa volevi dire con “guardare il mondo, sentirlo con tutti i cinque sensi”?

Significa essere prima di tutto aperti, curiosi e forse un pò sognatori. La maggior parte della gente vede, non guarda. Il mondo è pieno di stimoli che talvolta non percepiamo, perché passiamo davanti alle cose superficialmente, senza cercare di guardarle per cosa sono realmente e cosa potrebbero essere. Vedi lì fuori dalla finestra quello stabile? Non è molto bello vero? (Mi indica un edificio industriale di fronte a noi) Ecco se non lo si guarda bene, e lo si considera semplicemente un brutto stabile finirà per restare semplicemente un qualcosa di ininfluente per me. Ma in realtà usando un pò d’immaginazione, potrei da quella forma trovare l’ispirazione per la forma di un futuro packaging. E’ solo un esempio, ma è per dire che con più sensibilità e attenzione si può sprigionare creatività e di conseguenza apprezzamento per quello che ci circonda.

Lorenzo, tu viaggi molto, in che modo i tuoi viaggi influenzano la tua creatività e le tue idee?

I viaggi per me sono momenti di vita essenziali. Mi piace viaggiare in destinazioni anche atipiche o “selvagge”, vivere in ambienti particolari per una vera immersione con tutti i cinque sensi, come dicevo prima. Adoro viaggiare per avere la mente libera per pensare e creare nuovi concetti. Quando sono in ufficio sono “bombardato” da chiamate, mail e messaggi. In viaggio, anche una semplice ora di shopping può aiutarmi a cogliere nuovi stimoli e ad avere nuove idee.

E quali sono stati i viaggi che più ti hanno marcato da questo punto di vista?

Ne sceglierei quattro. Gli Stati Uniti per le dimensioni e l’approccio verso le cose. Rendono qualsiasi cosa appariscente.

Il Giappone per la loro cultura che aspira alla perfezione. Impressionante come tutto funzioni.

L’India dove tutto è amplificato all’ennesima potenza: colori, odori, rumori, forme. E l’ultimo che ho fatto di recente in Marocco, perché trovo sia un paese che ha un grande personalità.

Che consiglio dareste a qualcuno che ha tante idee e che vorrebbe metterle in pratica ma non riesce a prendere una decisione?

L: Ascoltare il proprio cuore, le emozioni contano tantissimo, seguire l’istinto di cosa si sente, avere coraggio di farlo, spesso il razionale ci blocca per paura di sbagliare. Mi piace moltissimo una frase che ha scritto Renzo Rosso nel suo libro: “ Siate stupidi”.  Ci vuole coraggio per uscire da quello che sono gli schemi in cui siamo inquadrati, il che non significa che per forza bisogna essere provocatori, si può scegliere un trend e plasmarlo a nostro modo. Guardare per interpretare quello che è stato fatto. Una cover può risultare ancora più bella di una canzone originale. Tutto sta nel come si comunica il proprio lavoro e la propria personalità.

S: Far pace con la testa, il cuore e la pancia. La testa dà le basi, il cuore la passione, la pancia ti dà la spinta giusta. A volte si tende a castrarsi da soli, pensando che le proprie idee siano banali.

Secondo voi cosa dovrebbe essere insegnato nelle scuole d’oggi?

L. Saper reinventare, immaginare. Saper usare la propria creatività e a muoversi fuori dagli schemi. Tanti ragazzi, ma anche adulti, sono chiusi mentalmente perché non hanno imparato ad essere curiosi, ad esprimere e sviluppare i propri pensieri e le proprie idee. Rischiano così di privarsi di tante possibilità e occasioni dove dare il loro contributo, sia a livello personale che professionale.

S: Il rispetto per l’ambiente in cui viviamo, tutti guardano al proprio orticello come si suol dire. Ai ragazzi viene insegnato ad avere successo a tutti i costi, a guardare il mero guadagno, non pensando a quanto conta quello che ci circonda. Dovrebbero insegnare a non ragionare come singole entità, perché alla fine dobbiamo rendere conto non solo a noi stessi, ma anche agli altri e alla terra che ci ospita.

LIBRO: Il Profumo, di Patrick Suskin

FILM: La Migliore Offerta , di Giuseppe Tornatore

CANZONE: Grace, di Jeff Buckley

DESTINAZIONE: Giappone

OGGETTO: Una valigia di pelle battuta

arianna Calcaterra surround you

LIBRO:  Da cosa nasce cosa, di Bruno Munari

FILM:  Io danzerò, di Stéphanie Di Giusto

CANZONE: Feeling Good, di Nina Simone

DESTINAZIONE: Messico

OGGETTO:  Un geode di quarzo ametista